Il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni dichiara di aver subìto violenza fisica o sessuale durante l’infanzia
Quasi 3 milioni di donne italiane hanno dichiarato di aver subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. È quanto emerge dal report Istat “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – Anno 2025”. Secondo i dati, la violenza ha riguardato il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni, pari a circa 3 milioni di persone. Tra le donne straniere residenti in Italia la percentuale è dell’11,4%, corrispondente a oltre 244mila donne.
La violenza sessuale
Se si considera esclusivamente la violenza sessuale, la quota scende all’8,2% tra le italiane, poco meno di 1 milione e 650mila donne, e al 3,4% tra le straniere, circa 72.700.
L’indagine prende in esame quattro forme di violenza sessuale subite prima dei 16 anni: essere costrette a posare nude, essere toccate nelle parti intime contro la propria volontà, essere costrette a toccare le parti intime di un’altra persona e essere costrette ad avere un rapporto sessuale.
Rispetto alla precedente indagine del 2014, il dato sulla violenza sessuale risulta in diminuzione. Per effettuare un confronto omogeneo, l’Istat considera le donne tra i 16 e i 70 anni, l’unica fascia d’età comparabile tra le due rilevazioni. In questo gruppo, la percentuale passa dal 10,6% del 2014 al 7,8% del 2025.
Il silenzio resta la risposta più frequente
Uno degli aspetti più rilevanti che emerge dal rapporto riguarda la difficoltà a raccontare quanto accaduto. «La maggior parte delle ragazze e delle bambine non parla della violenza sessuale subìta», sottolinea l’Istat.
Il silenzio rappresenta la situazione più frequente sia tra le italiane sia tra le straniere: il 58,4% delle italiane e il 58,3% delle straniere che hanno subìto una violenza sessuale prima dei 16 anni dichiara di non averne parlato con nessuno al momento dell’episodio.
Tra le italiane, il riferimento più frequente è la famiglia: il 29,9% racconta l’accaduto a familiari o parenti, mentre il 10,8% ne parla con amici, compagni di scuola o vicini. Tra le donne straniere, invece, il 25% si rivolge a familiari o parenti e il 26,9% racconta l’esperienza ad amici, compagni di scuola o vicini.
Poche denunce e poco ricorso alle istituzioni
Resta molto limitato il ricorso alle istituzioni, dalla polizia ai servizi sanitari e sociali. Anche la scuola appare marginale come luogo in cui trovare ascolto: ne parla con professori e insegnanti il 2,6% delle italiane e appena l’1,9% delle straniere. Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno spesso rimasto a lungo invisibile, soprattutto quando la violenza viene subita durante l’infanzia e non viene raccontata nell’immediatezza dell’accaduto.
Serena Marotta


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