“Quando si scoprì che l’informazione era un affare, la verità smise di essere importante.” – Ryszard Kapuściński”

Il mistero del mercantile russo nel Mediterraneo

Il mistero del mercantile russo nel Mediterraneo

Il mercantile russo si aggira nel Mediterraneo da diverse settimane destando sospetti da parte delle intelligence europee che si interrogano sul ruolo della nave, tre le ipotesi 

Un mercantile russo si aggira da qualche settimana nel Mediterraneo. La nave si chiama Lauga e ha catturato l’attenzione delle intelligence europee che si interrogano sulla presenza del mercantile e su una stiva carica di sospetti. Come ricostruisce La Repubblica, il mercantile è stato già avvistato lo scorso mese di maggio “da una motovedetta tedesca mentre lanciava droni nel cuore della notte”.

Durante l’estate la nave ha navigato nel Mar Ionio, passando per le coste italiane e vicino quelle della Sicilia sino a pochi giorni fa. L’attenzione è stata alta da parte delle Marine della Nato che temono potesse spiare i cavi nei fondali sfruttando sottomarini telecomandati.

Sarebbe stato il cargo, lungo 93 metri, a portare il presidente Zelensky a dire la frase sull’Italia “prossimo bersaglio dei droni”. Questo secondo alcuni analisti.

Nel corso dell’ultimo viaggio, che è  iniziato da Istanbul lo scorso 17 settembre, pare quello più misterioso perché il mercantile faceva rotta verso San Pietroburgo dove doveva arrivare il 12 ottobre ma giovedì ha cominciato ad andare alla deriva come se ci fosse un guasto e per questo si è fermato nelle acque territoriali spagnole nella zona di Malaga per circa cinque ore. Ma non è tutto. La nave si sta ancora aggirando lì, sorvolata da ricognitori Neptune dell’Us Navy e da bimotori dell’Armada.

Intanto si fanno strada tre ipotesi, come riferisce ancora Repubblica: “La prima, ritenuta meno verosimile, è che sia solo un pretesto per avvicinarsi alla Spagna e compiere attività di spionaggio elettronico. La seconda è che stia cercando di dare appoggio al sottomarino “Novorossiysk”, che nella stessa zona avrebbe subìto un guasto alle pompe di gasolio con una fuga di carburante nel “guscio” dello scafo: una situazione pericolosa per il sommergibile della classe Kilo, perché il carburante potrebbe provocare incendi o esplosioni a bordo”. 

Poi la terza:  “il Lauga potrebbe essere stato colpito dai misteriosi sabotatori che da un anno attaccano cargo e petroliere al servizio dei traffici del Cremlino”. 


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